Come stelle lontane by Jill Santopolo

Come stelle lontane by Jill Santopolo

autore:Jill Santopolo [Santopolo, Jill]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Casa Editrice Nord
pubblicato: 2023-07-03T22:00:00+00:00


29

Genova, allora

Dopo aver fatto una lunga passeggiata in riva al mare mano nella mano, avere osservato i lavori di ricostruzione del porto ed essersi fermati a prendere un caffè, Giovanna e Vincenzo tornarono nell’appartamento della famiglia di lui. Giovanna si era rimessa l’abito viola di sua madre e il sole illuminava la stanza dalla finestra alle sue spalle.

«Qualche ultimo ritocco e per oggi dovrei aver finito», disse Vincenzo.

Lei si alzò, sollevando con cautela l’orlo del vestito, e si avvicinò a Vincenzo e alla tela. La luce di cui l’aveva circondata nel quadro la faceva sembrare una creatura ultraterrena, un angelo o una santa; l’alone che brillava dietro la sua testa le ricordava le aureole che aveva visto nei dipinti rinascimentali.

«Hai molto talento. Non ho mai conosciuto nessuno che sapesse dipingere così», gli disse Giovanna. Era meravigliata dalla somiglianza dei capelli, dal colore degli occhi, un impasto di verde, grigio e oro.

Vincenzo la guardò e sorrise. «Mi piace che tu sia così.»

«’Così’ come?» chiese lei.

«Mi piace che tu sia così sincera.»

Giovanna rise. «È perché mi fido di te. Con la testa, nelle mie idee, dentro il cuore.»

Vincenzo intinse un pennellino sottile nel bianco e aggiunse qualche piccolo riflesso, per rendere i suoi occhi ancora più brillanti.

«Be’, sono un uomo fortunato», disse quand’ebbe finito.

Lei si alzò sulla punta dei piedi e gli diede un bacio sulla guancia. «Sono io a essere fortunata. Come vuoi intitolarlo?»

Dava un titolo a ogni dipinto, proprio come i quadri dei musei.

«Giovannangela.»

Lei rise. La vedeva come un angelo. L’aveva dipinta come un angelo.

Lui si voltò per posare il pennello. «Stasera vorrei portarti fuori. Alla cena per il compleanno di un mio ex compagno di scuola, che compie ventun anni. Ti andrebbe di venire?»

Fino alla giornata trascorsa nei vigneti della sua famiglia, la storia di Vincenzo e Giovanna si era svolta in una sorta di bolla, in cui esistevano solo loro due, separati e lontani dal mondo. Ora però lei aveva conosciuto la sua famiglia, e stava per conoscere qualcun altro dei suoi amici. Si sentiva a suo agio, sentiva che era giusto così, come se fosse il passo successivo per trasformare la loro storia d’amore in realtà. Sepolta in fondo alla mente però c’era ancora una piccola spina, le frasi di Chiara, il sorriso di Isabella… Ma si fidava di Vincenzo, si fidava tanto delle sue parole quanto delle sue azioni.

«Con piacere. Sarà una cena elegante?» disse, chiedendosi chi fossero quegli amici, cos’avrebbero pensato di lei, se sarebbe stata in grado di farsi apprezzare.

«Io indosserò un completo. Vuoi vedere se tra i vestiti di mia madre c’è qualcosa che fa per te?»

Giovanna scosse la testa mentre ripercorreva mentalmente il suo guardaroba. «So cosa voglio mettere.» Dopo aver terminato l’abito da sposa di Faustina, Giovanna si era messa al lavoro su una serie di nuovi capi per sé, vestiti e gonne che la facevano sentire più sofisticata, più grande.

«Cosa indosserai?» chiese Vincenzo.

«È un po’ che mi sto confezionando dei vestiti nuovi. Uno è un abito a portafoglio verde smeraldo che si chiude sul fianco con un fiocchetto.



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